Rubino, il colore della passione

Nell’immagine gioielli realizzati da Malka Diamond

SIMBOLO DI NOBILTÀ E DISPENSATORE DI VIRTÙ

Il rubino o meglio “Ruben” in latino è una gemma dal colore rosso e dalle innumerevoli sfumature, una varietà colorata di Corindone, un cristallo formato dall’ossido di alluminio e cromo che ne definisce la variante dalla tonalità più o meno intensa.
Pietra preziosa, rara soprattutto quando di grandi dimensioni, è presente nell’immaginario collettivo per il suo colore rosso intenso, tonalità che evoca passione, amore ed energia vitale. Una delle varietà più preziose e intriganti è chiamata “sangue di piccione”, profonda e seducente come una lunga stola morbida di velluto o il sipario di un lussuoso teatro.
Associato alla bellezza dell’oriente, alla ricchezza dei sovrani e delle loro consorti, a luoghi fantastici che paiono emersi da una novella da “mille e una notte”. Il rubino è considerato simbolo di nobiltà e dispensatore di virtù, pietra della vitalità, simbolo di entusiasmo, gioia di vivere, allegria e libertà.

I giacimenti di rubini più significativi si trovano in Birmania, Thailandia e Sri Lanka, la sua durezza pari a 9 nella scala di Mhos, mezzo utilizzato per la classificare la durezza delle gemme preziose, un sistema di valutazione che arriva fino a 10, il valore massimo attribuito a una pietra come il diamante.
Il rubino fino ad oggi più quotato al mondo proviene dalla valle di Mogok (Birmania) ha un peso di carati 25,59, è stato denominato “Sunrise Ruby”, è incastonato in un anello con diamanti ed è stato venduto nel 2015 a un’asta di Sotheby’s alla cifra record di oltre 30 milioni di dollari.
Tra i gioielli più famosi ricordiamo il diadema che la Regina Elisabetta nel 1973 commissionò ai gioiellieri di corte realizzato con i 96 rubini donati dal popolo birmano in occasione del suo matrimonio, l’anello di rubino “Puertas” che Richard Burton regalò a Liz Taylor in segno del suo amore, la collana di Marella Caracciolo, moglie di Agnelli, che non si può che sognare, come scrisse Valentino: “Quando non sapeva cosa indossare, sceglieva un abito qualsiasi come accessorio e lo accompagnava alla collana”.

Le sue dimensioni solitamente non sono eccezionali e sono molto legate alla trasparenza.
Sempre in base alla qualità, si utilizzano varie tipologie di taglio.
Le migliori gemme sono solitamente tagliate “a faccette” mentre al decrescere della trasparenza si passa alla forma di “cabochon”, questa modalità di taglio è, inoltre, la migliore per mettere in risalto, laddove presente, il fenomeno dell’asterismo (rubino stellato) o del gatteggiamento (rubino occhio di gatto).
Sebbene il colore del rubino sia il rosso vivido, anche un tocco di rosa può essere molto affascinante.
Testimonianza dell’origine naturale della gemma, possono essere le sue inclusioni, frequentemente presenti nella pietra. Queste ultime non comportano necessariamente una diminuzione della qualità e possono dare origini a effetti ottici molto gradevoli; inclusioni costituite da insiemi di cristalli che creano un lieve bagliore (detta seta) o se la gemma è tagliata a cabochon, a gatteggiamento, o persino all’apprezzato asterismo con una stella a sei raggi che si sposta sulla superficie al movimento della pietra.
I greci chiamavano queste pietre antrax, che significa carbone attivo, perché credevano che tali gemme esposte al calore, diventassero del colore dei carboni ardenti, eguagliando la potenza del sole.
Nel dubbio, vestiti di Rosso.